Fuoricorso, sfigati e dintorniSpaventa l'approssimazione con cui si affronta un problema delicato come quello dei fuoricorso, impropriamente accomunati con gli universitari over 28 (e chi si iscrive a qualche anno di distanza dal diploma? e chi prende la seconda laurea?). E spaventa ancora di più l'approssimazione con cui si fanno i calcoli che dovrebbero ammantare di presunta oggettività numerica le tesi esposte: l'articolo apparso ieri (29 gennaio) su Repubblica.it, a firma di Salvo Intravaia, stima in 12 miliardi l'anno il costo dei fuoricorso. Una cifra a dir poco incredibile, visto che l'ammontare complessivo del fondo di finanziamento ordinario delle università è circa 7 miliardi. Già questo basterebbe a smentire l'ipotesi di un costo così cospicuo per le casse dello Stato, senza contare che il costo del mantenimento agli studi oltre i tempi regolamentari ricade prevalentemente sullo studente e sulla sua famiglia attraverso il pagamento delle tasse universitarie. Non è corretto, ad ogni modo, come pare si sia fatto, calcolare il costo unitario per studente dividendo la spesa complessiva delle università per il numero di iscritti: bisognerebbe come minimo scorporare le spese non connesse all'attività didattica e alla gestione delle carriere; e si dovrebbe, inoltre, sottrarre a questo costo l'ammontare della già citata contribuzione studentesca. Sarebbe invece opportuno interrogarsi sulle ragioni di tali ritardi nel conseguimento del titolo di studio, un problema che si è tentato senza successo di affrontare attraverso la riforma degli ordinamenti, con l'introduzione del 3+2, una riforma i cui esiti non sono mai stati oggetto di un'approfondita verifica. In alcuni casi, come in effetti l'articolo non manca di sottolineare, intervengono difficoltà economiche o situazioni di disagio di varia natura. In altri casi, è la stessa organizzazione del percorso formativo a mettere in difficoltà gli studenti, attraverso veri e propri percorsi ad ostacoli: spesso vengono violate, da parte dei docenti, quelle regole (pur presenti) che permetterebbero allo studente di prepararsi in maniera più puntuale. Ad esempio, raramente le date degli appelli vengono pubblicate con un anticipo sufficiente a consentire un'efficace pianificazione dello studio; senza contare tutti quei casi in cui il programma d'esame e il relativo materiale didattico non vengono resi disponibili, un problema di cui soffrono soprattutto coloro che, per varie ragioni, non hanno la possibilità di frequentare i corsi. In aggiunta a ciò, le cosiddette propedeuticità, presenti nella maggior parte dei corsi di laurea, impongono di sostenere gli esami in un determinato ordine, non sempre sulla base di sensate motivazioni culturali. Insomma, la questione dei fuoricorso esiste, ma invece di additare questi studenti come causa del problema o come fonte di una spesa inesistente, sarebbe il caso di investigare più approfonditamente le difficoltà che gli studenti incontrano, proponendo soluzioni concrete e non demagogiche.
Marta Gallucci
(responsabile provinciale Università e Ricerca, SEL Pisa)
22 Marzo 2011 - Riunione Forum LavoroSinistra Ecologia Libertà - Pisa è lieta di invitarvi alla
RIUNIONE FORUM LAVORO E WELFARE
MARTEDI' 22 MARZO 2011
ORE 21.00 - VIA PILLA, 60 - PISA
ODG
iniziativa politica sui temi della precarietà, partendo dai contenuti della legge 30, del collegato lavoro e dalla analisi della situazione a livello locale
16 Marzo 2011 - Comunicato sui tagli alle energie RinnovabiliVogliamo esprimere la nostra netta contrarietà al Decreto Romani sulle rinnovabili approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì 3 marzo scorso: questo decreto prevede, tra l'altro, la sospensione degli incentivi previsti dal Conto energia una volta raggiunto il limite stabilito degli 8000 Mw.
Essendo tale limite già largamente alla portata nel giro di pochi anni, c'è di fatto il rischio che le aziende che gestiscono e producono gli impianti, si vedano presto private di incentivi fondamentali con drammatici risvolti sia per la virtuosa scelta energetica sia per l'occupazione.
In questo senso esprimiamo solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della ISI di Scandicci e alle organizzazioni sindacali che hanno indetto lo stato di agitazione dopo la notizia dell'approvazione del decreto governativo.
SEL sulla Commissione Statuto d'Ateneo La costruzione delle comuni regole dell'università del futuro è un processo da impostare secondo i cardini della più piena democraticità.
Sinistra Ecologia Libertà (SEL), ribadendo la propria contrarietà rispetto alla legge 240/2010 e, nel complesso, alle linee guida stabilite dal governo della destra per la riforma del sistema dell'alta formazione, esprime l'auspicio che il percorso di definizione del nuovo statuto dell'Ateneo di Pisa rappresenti una partita aperta al contributo di tutte le componenti della comunità accademica.
Le istanze sollevate nel corso degli ultimi mesi dalla pluralità dei soggetti sociali e politici espressione delle diverse componenti dell'Università di Pisa, non possono restare totalmente inascoltate nel lavoro istituzionale della commissione, che dovrà aprirsi al contributo continuo di tutti tramite un perdurante rapporto con gli attuali organi centrali e con più vasti consessi di confronto, come il corpo accademico dell'Ateneo.